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Ranucci e l'attentato: le intercettazioni sulla bomba
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“Sono andato a mettere la bomba”: le intercettazioni sull’attentato a Ranucci

il conduttore di Report Sigfrido Ranucci

Dopo l’arresto di quattro persone per l’attentato a Sigfrido Ranucci, sono emerse anche delle intercettazioni molto forti.

Hanno avuto una svolta le indagini legate all’attentato subito da Sigfrido Ranucci. Per quanto accaduto lo scorso ottobre al conduttore di Report, infatti, sono state arrestate quattro persone. I provvedimenti sono arrivati dopo le indagini che hanno fatto emergere una serie di situazioni controverse. I quattro, al momento, non hanno fornito spiegazioni sui mandati dell’accaduto ma sulla vicenda sono emerse intercettazioni molto importanti.

il conduttore di Report Sigfrido Ranucci con uno sfondo scuro
Sigfrido Ranucci – newsmondo.it

Attentato a Ranucci: chi sono le quattro persone arrestate

Svolta nelle indagini per l’attentato al giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci. I carabinieri hanno arrestato quattro persone tra i 53 e i 22 anni. Come riferito dai principali organi di stampa si tratta di Antonio Passariello, residente nel comune di Cicciano, in provincia di Napoli, Marika De Filippi, Saverio Mutone e Pellegrino D’Avino, tutti residenti nell’Avellinese.

Da quanto si apprende, il gruppo avrebbe agito su commissione, in cambio di diverse migliaia di euro. I quattro hanno precedenti penali per droga e il 53enne in particolare tra i precedenti ha anche il sequestro di persona, violenza sessuale, rapina ed estorsione.

Le intercettazioni: cosa è emerso

A rendere la vicenda ancora più pesante, alcune intercettazioni emerse a margine dell’indagine. “La bomba sono andato a mettere là! Facciamo la storia”, avrebbe affermato uno dei quattro arrestati in una intercettazione citata nell’ordinanza cautelare nell’ambito dell’indagine legata all’attentato al giornalista avvenuto a Pomezia nell’ottobre del 2025.

Non solo. In un’altra intercettazione, la stessa persona avrebbe affermato di avere operato su commissione: “Mi contattò uno […] lo sai com’è […] quando vai a Roma…”. Dalle stesse intercettazioni sarebbe anche venuta a galla la possibilità di fuga all’estero che sarebbe stata garantita dai mandanti dell’attentato. Si parlava di “10-15 giorni” tra “Spagna, Francia e Austria”.

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ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2026 13:05

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